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Sull’Insegnamento

La Calma Dimorante non si può individuare all’esterno. Normalmente, in base a come vanno gli eventi nella nostra vita, siamo o meno in “armonia”, in “sintonia” con noi stessi (1). Infatti, aldilà del voler trovare l’equilibrio, a volte sembra di dover affrontare problemi troppo pesanti, prevaricanti. Questo “sembra” dipende dalla struttura che abbiamo.
Se non ampliamo le nostre capacità, arricchendoci attraverso l’arte, la scienza e la ricerca, diventiamo ottusi, succubi del sistema e della cultura “teleguidata”, dei Mass Media e dei vari “bla, bla, bla”: la solita canzone! Quella è ignoranza, non cultura.
La cultura è saper scegliere, in ogni verso e in ogni dove, cercando di migliorare interiormente e di vederne gli effetti. A volte questi effetti sono evidenti e a volte no.

Quando si passa bruscamente da un discorso all’altro, il tentativo è far vedere aspetti della realtà apparentemente scollegati. In realtà tutto è collegato in vari modi, non secondo un processo mentale, ma secondo concezioni più sottili: l’entanglement, le interazioni e l’intelletto.
Lo scopo del mio ricercare non è facilitare l’esistenza a qualcuno, ma chiarificare alcune cose (spero di non oscurarle!). Non facilito l’esistenza perché la vita è vostra e la vivete voi, cerco solo (non so se ci riesco) di farvi avere un’idea precisa su cosa sia un’esistenza di “interazione”. Generalmente le persone si radunano in famiglia e litigano… non credo che miriate a questo. A volte vi pestate i piedi, ma l’interazione più sottile, quella degli intenti, bene o male l’avete. La mia mira è spiegare che c’è la possibilità di entrare in relazione in maniera più sottile, con l’intero Universo.
A cosa serve spaziare da un ramo della cultura a un altro? Alla massima interconnessione possibile nella diversità! Se non ci fosse la diversità saremmo un branco di stolti, proni al volere altrui. Questo spaziare, dunque, serve a creare un gruppo di libertà che si muove all’interno di una vasta interazione nella diversità, mantenendo ognuno i propri interessi. Non è un relazionarsi da stolti, dove si usano le stesse parole, gli stessi atteggiamenti e gli stessi modi di fare.
Spero che andando avanti vi si aprirà un mondo diverso, di rapporti diversi: interazione, entanglement, spin dei quark, stringhe bosoniche e fermioniche… tutti temi che abbiamo già trattato. Avete compreso che tutto è collegato? Avete capito il diagramma dell’universo (vedi lo scritto “Sulla Creazione“)? La meraviglia del fatto che tutto è collegato non si comprende solo a parole, è qualcosa che, pian piano, bisogna imparare a vivere. Se tutto è collegato, e te lo dico a parole, non serve a niente. Rimangono solo le parole. Se dici: “non lo sento!”, forse lo senti e non sei capace di distinguerlo. È diverso! Forse…
Chi non sa di avere gli spin dei quark in interazione con tutte le particelle dell’universo “ignora” i suoi legami Universali. Le nostre particelle, i quanti di energia che ne conformano gli atomi, sono in interazione, in entanglement con quelli del Sole, del mare, della Terra, della Luna. In ogni essere lo spin dei quark potrebbe essere più o meno in interazione, anche se non se ne accorge. Piano piano se ne accorgerà.
Qualcuno se ne rende conto in particolari momenti della vita, guardando ad esempio la Luna, le stelle, le zone oscure tra una stella e l’altra… è in interazione, si sente come… perso. È in contemplazione. Non usa la parola “contemplazione” perché gli sembra esagerata, per come ci è stata raccontata dal passato. Qualcun altro pensa bastino un po’ di tecniche di concentrazione e meditazione per sperimentare l’entanglement con l’universo, altri ancora si ottenebrano con droghe ed alcool, confondendo quell’intontimento con i più alti livelli di interazione. Non si può essere ottenebrati e pensare di entrare in entanglement con il sistema. Devi essere capace, colto (anche se la cultura non basta), ti devi sforzare, devi studiare. Non vuoi essere in interazione? Va bene, fai come ti pare, lo sei comunque.
Purtroppo la tendenza dell’umanità oggi non è quella di studiare, ma di ignorare. Ignorare vuol dire non preparare la Base a un rapporto, una relazione più sottile. Vuoi ignorare? Ignora. Rispetto a tutta l’illusione!

Credo che un’interazione più vasta possa organizzare negli esseri una percezione più sottile. Anche se non se ne accorgono coscientemente, sono comunque in un rapporto sottile. Piano piano, acquisendo consapevolezza, l’interazione aumenta.
Oggi guardo le stelle e la Luna nello stesso modo in cui le guardavo quarant’anni fa, quando ho scritto “Preghiera” (vedi “Sul motivo della Creazione” e “L’Anima centro di Calma Dimorante”), l’ultimo verso della poesia è la sintesi di tutto quello che cerco di raccontare: “un essere finisce con la Sua Unità Totale Vibrando a Sé”.
Dov’è la Luna quando la guardi? Dove sono i suoi fotoni? Dentro ai tuoi occhi. La percezione dov’è? Dentro di te. La Luna non è nel pozzo, è dentro di te. E il cielo dov’è? E le stelle? Dove vanno a finire i fotoni? Dov’è l’interazione? Dove sono i neutrini che ti attraversano dopo aver percorso tutto l’universo? E l’entanglment? E lo spin? E le stringhe che erano nel forellino del Big Bang? Dove sono?
L’umanità, in media, si rende conto di sé fino alla pelle: l’involucro della “salsiccia”; poi c’è qualcuno più “sensibile”, preda delle percezioni astrali e delle sensazioni (stupidaggini che crede vere). Non siamo fatti solo di sensazioni e di pensieri. Se pensi di aver compreso quello che ho detto, sei uno sciocco: hai tradotto con la tua mente e a ogni parola hai dato il tuo valore. Dici di aver compreso? Hai compreso solo te stesso.
Quando ascolti le parole di qualcuno le prendi, le pesi e le riporti a te, dandogli la tua interpretazione. Non puoi dire di aver compreso, hai semplicemente ricostruito il significato delle sue parole in base a te stesso e hai dato loro il tuo valore, non il suo. Non saprai mai qual è il valore che l’altro ha dato alle parole.
Se dico: “Fin che la barca va… lasciala andare”, cosa ti viene in mente? La canzone di Orietta Berti? O le complicazioni e le implicazioni filosofiche della frase, l’interazione implicita nel “lasciare andare la barca”? La realizzazione è nel lasciare andare le cose, gli eventi e il mondo, così come sono nell’armonia universale.
Sapete che valore è l’interazione dell’osservazione di un saggio nei confronti della Natura delle Cose, che va come deve andare? La Talità. Orietta Berti, senza accorgersene, ha parlato della Talità (per chi?). Il sapiente nell’ascoltare quelle parole, le riconduce alla Talità… le cose così come sono, Tali e Quali Sono.

Con il progetto “Bits of Future: Food for All” abbiamo fatto una ricerca basata sulla scienza per dare da mangiare a esseri che non ne hanno, ma se nella Talità, Tale e Quale È, tutto è perfetto come è possibile? Come funziona? Se per la Talità quegli esseri devono morire di fame, perché non lasciamo andare la barca così come va? A chi pensa questo mi verrebbe da rispondere: fatti gli affari tuoi! Dove la metti l’energia dell’universo? E l’Amore?
Oltre novecento milioni di esseri soffrono la fame… Dov’è l’Amore? Nelle parole UTILI di chi comanda.

L’idea di “comprendere l’altro” non è reale, perché ascoltiamo le sue parole, gli diamo il nostro valore, ne facciamo la traduzione interiore e crediamo di averle comprese, ma non è così. Possiamo, tuttavia, affermare che ciò che diciamo potrebbe essere inteso in una interazione, in un entanglement maggiore.
Gli esseri hanno un diverso modo di comprendere, interagire e parlare. Possiamo giungere a capirci? Possiamo dire di esserci mai parlati, o di esserci mai compresi? Non credo! Possiamo intuirci… ma ancora non basta! Perché la mia intuizione, o l’intuizione di un altro, è in base alle capacità intellettuali di intendimento delle leggi. Le intuizioni sono date dall’aver messo in collegamento leggi della stessa natura che abbiamo compreso. Quante leggi abbiamo dentro di noi? Tutte, dal Big Bang ad adesso. Le possediamo tutte perché siamo il prodotto finale di questo universo, un prodotto della legge causa-effetto.
Adesso ci siamo noi! Da dove siamo partiti? Dal Big Bang. Allora abbiamo in noi tutte le leggi! Quante ne viviamo coscientemente? Una certa quantità, che abbiamo riferito all’intelletto di aver compreso: la legge di gravità, le leggi chimiche, biologiche, ecc…
L’intelletto funziona anche in un altro modo, interagisce oltre il conscio. Avete delle affinità elettive? Tutte diverse, ognuno di voi in base alla scienza, alla conoscenza che ha, ai libri che ha letto, al tipo di interazioni che vive e alla loro quantità. Intellettualmente siamo tutti diversi, magnificamente diversi, ma con la sovrapposizione di alcune leggi uguali per tutti (se sono leggi, sono Realtà).
Le leggi “sovrapposte” fanno in modo che un macchinario funzioni. Ad esempio, l’automobile con cui andiamo in giro funziona perché è fatta di leggi sovrapposte. Anche tu sei una macchina, funzioni. Conosci tutte le leggi? No.

C’è un “posto” nell’essere… l’inizio, il principio dell’essere stesso. È l’Anima, dove di Legge ce n’è una sola, ma vale per tutti. Dovete trovare la Calma Dominante, è sullo Squarcio. Lo Squarcio è sull’Anima, l’Anima è al Confine, il Confine è la linea di separazione fra ciò che è creato e ciò che Non è Creato (l’ASSOLUTO e OLTRE). Il creato c’è! Eccoci qua! E il Non Creato da cui proveniamo? Ci siamo, siamo anche Quello. Se non Lo troviamo avremo una vita superficiale, fatta di tristezza e di alti e bassi. A me cosa importa? Passo la vita a raccontare alcune cose, se vi piacciono cercate di viverle se non vi piacciono, pazienza! Il mio obiettivo è informarvi che è possibile trovare quella Natura indefinita, ed è in un punto. In quel punto si trovano: la Talità, il Paradiso Non Definito e molte delle parole di questo glossario.
Guarda il cielo, guarda quanto è vasto… infiniti punti. Guarda. Trova lì, è più difficile. Ti ci perdi, ti astrai, rimani un po’ inebetito, quando vai dentro non trovi niente, sei preoccupato: la mente, i problemi della vita, il dolore, la debolezza… sono cose che conosciamo tutti. O continuate così o trovate quel punto di Quiete.

Non sono nato per fare l’insegnante, forse per scrivere. Sto lì tranquillo e scrivo quello che penso; chi vuole se lo prende chi non vuole lo rifiuta, non faccio di mestiere il maestro. Chi vuole insegnare trova l’impedimento della diversità, che va rispettata e viene necessariamente rispettata perché ognuno capisce le parole come meglio crede.
Insegnare non serve a niente. Ho sprecato tutto questo inchiostro finora! Non si insegna niente a nessuno. Racconti quello che senti, l’altro lo sente a modo suo. Glielo ricordi, ma gli ricordi quello che lui sente a modo suo, non quello che dici. Quindi non ricordi niente a nessuno, al massimo ricordi qualcosa a te stesso.
Quando scrivo ricordo a me stesso che, di volta in volta, arrivo a concepire il mio non essere. Le persone, in genere, arrivano di volta in volta, a vivere il loro essere, solo quello.
È per questo che soffrono!
Di volta in volta, me ne vado per il mio non essere. Preferisco il non essere. Come “essere” discutiamo, litighiamo, parliamo e non ci capiamo… l’intelletto è diverso, l’interazione è diversa, l’entanglement è diverso. Ci scontriamo con le nostre rispettive culture, ciascuno si tenga la sua! Le persone vanno rispettate per la diversità non per qualcos’altro, non devono essere burattini tutti uguali, al soldo delle culture dominanti.
Creare un’interazione mirata a cercare di fare qualche cosa di buono, è pericoloso, pericolosissimo. Ti danno addosso tutti, ma non importa. Trovate la Calma Dimorante (poi Dominante) dentro quel punto più profondo che è in voi. All’estero la chiamano contemplazione, che arriva dalla meditazione. All’estero la chiamano Dhyana, chan, zen. In Italia viene chiamata la Natura Interiore, che vado cercando ed è Quiete.
Mi sono divertito a essere, ora mi voglio divertire a “non essere”, ma non attraverso l’alcool, le droghe e tutti gli altri sistemi per rimbambirsi. L’essere è l’aumento della coscienza, delle capacità, dell’interazione, dell’entanglement e della coscienza anche scientifica.
Il non essere non passa per il rimbambirsi, ma per il divenire uno scienziato “trasversale” che spazia in più versi, nella coscienza, nella consapevolezza e nell’interazione. Mai istupidirsi, più si va nel sottile e più bisogna affrontare delle realtà più vaste, così grandi che diventano infinitesimali… non infinite.
Non voglio diventare nulla di più di quello che sono, mi basta “infinitesimale” poi, da lì, l’accesso all’Assoluto. Chi Lo vede lo sa, chi non Lo vede non lo sa. Il resto sono bazzecole. Questo è per ripetervi sempre la stessa cosa: la Calma Dimorante è già un possesso in quel punto, andate a cercarLa e vedrete che tutto diventerà semplice, spontaneo, naturale, senza problemi. Si fa tutto, si sta bene insieme e si vive una natura sottile di interazione, rimanendo però sempre diversi l’uno dall’altro, perché il rispetto più bello che esista non è nell’indossare la stessa divisa, nel dire le stesse parole, avere lo stesso cervello, la stessa cultura. Questo lo fanno bene i Cinesi con i loro cori e colori piatti e vuoti, per nascondere la spietata dittatura del materialismo del “tutti uguali”. Parole inutili! Disturbano? Scuse non ne chiedo…

NOTE:

(1) ^ Uso le parole “armonia” e “sintonia” Anche se sono ormai inflazionate.