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Sul Percorso Verso la Base (parte 4)

Prima di rendere limpida e chiara la stessa Creazione…

“Mani sollevate nelle stelle, grandi occhi che guardano il fiume del cielo nero, che scorre sempre uguale.
Crolla il capo ormai pietra che non può sostenere l’aria.
Termina il canto dell’uomo con le ginocchia nel fango, ebbro del vino del suo sapere che giunge alle sue mani.
Sollevate nelle stelle spente, occhi spenti guardano quello che non capiranno mai, e… prega chi… non può arrivare nemmeno a toccare il proprio corpo.
Sa, che non rimarrà il segno delle ginocchia nel fango, mentre le sue mani sollevate in aria lasceranno un segno tra le stelle…
Echeggia il suo urlo di rabbia e le sue mani cadono nel fango mentre Grandi Occhi Guardano”

Prima della coscienza dell’eterna Continuità dell’esistere è bene comprendere il concetto di impermanenza.
Ogni cosa nata è destinata a finire, solo così si ha la continua creazione, nell’evoluzione, di nuovi fenomeni che modellano l’universo nel Canto dell’Assoluto.
Ogni fenomeno è insostanziale (al di là del concetto di materia fermionica o bosonica). Negare tale evidenza, credere nella durata come materia, sensazioni, mente, io, Sé, o in una qualsiasi immortalità nel mondo fenomenico, è stoltezza e ignoranza: immortali si è solo in prossimità del Confine con l’Assoluto. Dalla piena e totale consapevolezza dell’Impermanenza parte la spinta nel Verso “giusto”, la Base.
Dopo aver appreso ciò non si tornerà più indietro e instancabilmente si persevererà in una diversa percezione del valore della pazienza.
Come eterni, questa parola diverrà INUTILE: se sono eternamente alla ricerca, con la continuità dell’esistere, l’idea stessa “dell’attesa paziente” sfuma. Paziente? Eterno!
La mente ottiene quel distacco che è purezza nell’azione che conosce la perfezione dell’impermanenza, e quindi è in grado di sopportare qualsiasi atrocità e crudeltà pur di aiutare gli esseri alla comprensione. L’umanità è scarsa di esempi reali, ecco perché inventa, arricchisce e costruisce.
Nel percorso verso la Base è necessario apprendere il dominio della natura delle passioni. Con il procedere nell’impermanenza si diviene consapevoli di ciò che permane e si procede nella ricerca per superare questa dicotomia, intuita con il crescere della saggezza nell’azione. Si intuiscono i giochi della mente che farà di tutto per sopravvivere separata dalla Realtà, e cercherà di costruirne una propria ancora più illusoria… per questo è necessario dominarla.
Ecco la gioiosa Verità dell’unico essere in sé. Canto solitario di un’apparente mente, ma granello d’energia di un Canto Immane.
Ecco il vento del Verbo che si spande nella Creazione e noi granelli di polvere, sparsi nell’apparente spazio e nell’illusorio tempo, viviamo l’apparente continua fine, e non vogliamo concepire, per paura di perderci, il Senza Fine.
Che triste verità, così è l’essere…