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Sui Suoni “HH” e “AH-HI”

Estratto da “Le stanze di Dzyan” – Parte prima: “Evoluzione Cosmica”(1)

Stanza I

3) La Mente Universale non era, poiché non vi erano Ah-Hi per contenerla.

Stanza II

2) Dove si trovava il Silenzio? Dove erano gli occhi per percepirlo? NO; non vi era né Silenzio né Suono; nulla salvo l’incessante Alito Eterno, che non conosce se stesso.

Sanscrito

अह (Ah)
dare l’avvio [a] a una pressione [h] fare un suono con la voce, esprimere, dire(2).

हि (Hi)
spostare [h] con moto continuo [i], mettere in moto, spingere(3).

Scomposizione di:

1 – Ah
अ (A) = dare l’avvio, inizio di ogni cosa. Principio maschile; Shiva; Liṅga; Consapevolezza Cosmica.
+
ह (h) = avvio di un movimento, spostamento continuo di posizione, fare pressione, spingere. Emissione “silenziosa” del respiro.

2 – Hi
ह (H) (vedi sopra)
+
इ (i) = moto continuo, istante. Principio femminile; Shakti; Devi; Yoni; forza vitale.

Elementi chimici e simboli sanscriti

I suoni dell’inizio dell’universo, descritti nelle Stanze di Dzyan, comprendono la consonante H [], le vocali A [] e I []. In sanscrito l’incontro di A + I dà come risultato la vocale E [].

Si può osservare un collegamento di queste lettere con i simboli dei primi due elementi chimici (Idrogeno ed Elio) presenti all’inizio dell’universo.

Idrogeno = H–> è la consonante corrispondente al cakra Vishudda.

Elio = He –> H (ह) + e (ए). Simile nella forma al pi greco, e (ए) è la vocale corrispondente al cakra Vishudda.

Kundalini Yoga (Studio del cakra Vishudda)(4)

La Kundalini (o kundalini shakti) è l’energia vitale cosmica che risiede alla base della colonna vertebrale. Nello yoga kundalini, la forza vitale (shakti) può essere sollecitata attraverso la meditazione per realizzare l’unione (samadhi) con la consapevolezza cosmica (Shiva).
ह (H) è la lettera simbolo del cakra Vishudda, il quinto, localizzato nella zona della laringe (area di passaggio tra la terza e la quarta “sfera” del mentale).
Vishudda è considerato lo spazio per la purificazione, il centro della parola, ed è collegato all’elemento etere (akasha). È necessario attraversare questo “luogo del vuoto e del silenzio assoluti” per raggiungere la conoscenza (Vidya) e la coscienza (Cetana).

Simbolo del cakra Vishudda

Il Simbolo del cakra Vishudda è il cerchio e il suono vocalico corrispondente è la E [].
Al centro della figura è presente la lettera H [] circondata da un cerchio inscritto in un triangolo con il vertice rivolto verso il basso. A sua volta, il triangolo è inscritto in un cerchio intorno al quale si trovano sedici petali (nella versione classica) che contengono tutte le vocali sanscrite.

Il triangolo, i suoni vocalici, la Kuṇḍalini e il suono H (ovvero l’emissione “silenziosa” del respiro) sono elementi che si ritrovano in uno dei nomi della Madre Divina: la “Veda jananī”, Generatrice Cosmica.
Nei Devī Purāna(5) si legge:

I Veda sono il respiro di Brahmā
Le vocali e le consonanti dei Veda nascono da
Kuṇḍalini assume una forma triangolare.
Lei è ricordata come Madre dei Veda.

Estratto da “Trovare il Centro”(6)

In questo testo Shiva risponde alla domanda di Devi(7) che, sebbene sia già illuminata, la esprime affinché chiunque nell’universo possa usufruire della risposta del suo Amato(8). La risposta è enunciata in 112 “indicazioni”:

56) Con la bocca leggermente aperta, mantieni la mente in mezzo alla lingua. Ovvero, mentre il respiro entra silenziosamente, percepisci il suono HH.

66) Silenziosamente intona una parola che finisca in AH. Poi, senza sforzo nel HH, la spontaneità.

Estratto da Yogasūtra di Patañjali(9)

Il suono prodotto da HH, collegato ai significati simbolici del cakra Vishudda, ricorda il sūtra 34 del primo Libro degli Yogasūtra, in cui si fa riferimento alla concentrazione sulla ritenzione ed emissione dell’aria e alla pausa tra due respiri per annullare i movimenti della mente:
la mente si rischiara […]” (sutra 33, pag. 86) “[…] mediante l’emissione e la ritenzione del respiro” (sutra 34, pag. 88).

NOTE:

(1) ^ Helena Petrovna Blavatsky. Le stanze di Dzyan. Ed it. 1971, Bresci, Torino.

(2) ^ Cfr. greco αἴτιος [aitios] (causa, responsabilità) e ἠχώ [eko] (suono, eco); latino Āius (voce divina, Dio della parola).

(3) ^ Cfr. sanscrito हेतु [hetu] (impulso, causa) e ह्यस् [hyas] (spinto via, ieri) da cui il greco χθές [khes] e il latino hĕrī (ieri).

(4) ^ Kalashatra Govinda. Atlante dei Chakra. Macro Edizioni. 2004.

(5) ^ R. A. Sastry, Lalita-Sahasranama. The Adyar Library and Research Centre. Madras, 1988.

(6) ^ Mumon. La porta senza porta. Ed it. 1987, Adelphi, Milano.

(7) ^ Devi, che significa dea, è usato per indicare la sposa di Shiva, il cui nome completo è Kali-Parvati-Uma-Durga. L’appellativo Shakti (potenza, forza) le viene attribuito per indicarne l’aspetto creatore, l’energia dinamica dell’Assoluto.

(8) ^ “Oh Shiva, che cos’è questa realtà? Che cos’è quest’universo colmo di stupore? Che cosa forma il seme? Chi fa da mozzo alla ruota dell’universo? Che cos’è questa vita al di là della forma che pervade le forme? Come possiamo entrarvi pienamente, al di sopra dello spazio e del tempo, dei nomi e dei connotati? Chiarisci i miei dubbi!”.

(9) ^ I. K. Taimni. La scienza dello yoga. Commento agli yogasutra di Patanjali. Editore Astrolabio Ubaldini. 1970.