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Sul Metodo Opportuno

Valerija Stojakovik

Praticare il Metodo Opportuno non porta a nessun Paradiso o Nirvana perché si fonda sull’assenza dell’io e del Sé. Quindi, mancando ciò che viene nominato illusorio, o NON esistente, viene meno ogni obiettivo. Essendo ogni corpo (5 foderi) vacuità, la vacuità i corpi, non si può avere nessun attaccamento.
Praticare il Metodo Opportuno obbliga a superare le dicotomie e a divenire capaci di unire, “nell’armonica interazione inconcepibile”, l’io, il Sé (i 5 foderi), a tutto ciò che concepisce esterno “l’Interno” (l’Essere Indivisibile).
Consapevole che tutto ciò viene nominato, chi pratica il Metodo Opportuno sa bene che è costruzione dipendente dalle leggi che organizzano l’universo. Quindi l’essere, con il suo destino illusoriamente indipendente, è solo un “anello di un attimo di innumerevoli catene” che legano la forma, la vacuità che l’Infinito Assoluto libera in Sé. La forma viene rispettata e usata in tutti i suoi foderi e, in “armonia” con gli esseri, si ammala, reagisce… sino alla mente che non può essere fermata, immobilizzata, centrata!
Però non deve il Ricercatore del Metodo Opportuno, operando per il contrario, lasciarla correre e muoversi in tutte le sue infinite posizioni. Deve percepire la “Talità” o Realtà così come è (il Non Sé innominabile è Spazio Pre Creazione, è il Nulla sognato dagli amanti del DIVINO), in modo da conoscere la Realtà prima e dopo la Creazione: cioè il Contenitore del Creato.

Detto ciò è obbligo operare nel mondo con le sue “gioie” e i suoi “dolori”, malanni necessari per seguire l’onda – comunque sia – della vita;
Sentire chi non dice niente perché immerso nell’illusione;
Accettare i tormenti di chi li inventa per esserci;
Ammalarsi perché gli altri si ammalano;
Guarire perché gli altri guariscono;

MAI separarsi da ciò che è creazione cercando rifugio nel NON Creato. Occorre restare sempre tra nascita e morte, ma senza viverci con la mente che vi dimora. Ciò che è Talità già “dimora”, è inutile costruirla; è fondarsi sulla compassione, amore in ogni direzione, per divenire strumento della Realtà “Ultima e Prima”.
L’involucro terrestre della porta (anima) è la casa dove accogli le informazioni, l’evoluzione, la libera ricerca; divieni poi permeato da tutti gli esseri, sei a loro disposizione perché giungano a quella gioia interiore che mai fu di qualcuno, ma è patrimonio di tutto il creato.
Quanto viene detto è sempre vuoto, concetti dove le “parole inutili” aleggiano come vibrazione che stona, nella sua libertà, con una Realtà vuota di Vacuità, vuota di discriminazione, vuota come le menti degli esseri non nati e non morti, vuota di ornamenti delle buone azioni nella causa effetto: purificazioni, virtù esemplari e ogni collegamento Forma, Mente, Rete Universale e Leggi che governano il tutto.
Quanto tempo ci vuole per tale realizzazione?
Certo è che l’inizio della Via è un’immensa LIBERTÀ nella Creazione; che poi divenga Talità, quindi “innumerevolmente” più grande(1), sembra impossibile.
La conoscenza delle innumerevoli menti degli esseri senzienti in qualsiasi verso (identità, opinioni giuste o errate, livello culturale-sociale-ambientale, santi e demoni, dementi o scienziati, credenti o eretici), permette all’essere la Liberazione dagli elementi del dolore. Anche se comunque il corpo si ammala, si è al di là del corpo; anche se la mente cavalca le onde degli oceani del dolore, si è al di là della mente; la consapevole coscienza illuminata detta le leggi dell’universo, ma senti l’Oltre.
Anche se l’Oltre attrae come gioia non si è attratti; non si scorda la volontà di aiutare gli esseri senzienti – infiniti che siano, con i loro infiniti destini nel dolore – per condurli “illsoriamente” a conoscere la Natura delle Cose e, con l’”armonica interazione inconcepibile”, alla “Talità”.
La saggezza (una delle parole inutili) abbinata al Metodo Opportuno (ora, finalmente, altra parola inutile… o quasi), porta a ciò che non può essere percepito. Ciò che non può essere percepito resta definizione o parola, pertanto non può essere interpretato o discusso.
Non è fatta di parole la Realizzazione!
Detto ciò, si deve sapere che il metodo che porta a compiere azioni, anche se opportune, può obbligare l’essere a credervi. Dire: “È andata bene. Il metodo è giusto!” non conduce alla Realizzazione; si deve imparare a dire: “È andata male. Il metodo è giusto!”. Come possiamo pensare che ciò che accade non sia Armonia dell’Assoluto?
La mente soggettiva è lontana dall’intelletto oggettivo. L’ira per ciò che va male e la gioia per ciò che va bene sono semi per nuove menti, nuovi io, che poi inseguiranno l’essere illusorio con nuove, molteplici esperienze. Vite? Universi?
Mai essere schiavi della mente, di pensieri, azioni, risultati, positivo o negativo… siate sempre liberi da ogni opposto!
Il Metodo Opportuno usa l’amore di tipo “a” (ossia l’amore trattato in questo testo) e non l’amore di tipo “e” (la parola che usa l’essere) perché tale amore proviene dall’ignoranza.
L’amore “a” non è fisico, sensazioni, mente né ogni altra costruzione illusoria; è parte integrante delle necessarie “nature” da conquistare (amore, saggezza e Metodo Opportuno) per giungere all’accesso al Paradiso Interiore: VACUITÀ-NON ATTIVITÀ-NON FORMA.
Il possesso dell’io, del sé, del mio, è la più grande povertà; di contro, la più grande ricchezza è la vacuità.
Per piantare i semi della saggezza, il cui fiore è il Metodo Opportuno, devi estirpare le radici che la soffocano: rabbia, ira, odio e caos. Non brandire come una spada gli urli della mente, per colpire. Il silenzio e la calma devono dimorare in te, senza attaccamento. Gli esseri senzienti, legati al mondo delle forme, lanciano cappi per catturarti alla propria ruota del destino. Bisogna sciogliere i loro nodi, senza legarsi di più, divincolandosi… ma se non ci fossero i loro tentativi, come raggiungeresti amore, saggezza e Metodo Opportuno?
L’essere, provenendo da ciò che non conosce, andando verso ciò che non conosce, ha solo due attimi apparentemente separati: la nascita e la morte. Quindi, nello stato assoluto, visti i tempi di un solo universo, sembra praticamente inesistente. Per chi si concentra nella vita è logico: ha solo quella, dunque niente o poco più secondo il suo pensiero. Il ricercatore del Metodo Opportuno deve far capire pur sapendo di partecipare a questa inesistenza, arrivare al concetto di forma e vacuità come identità, senza mai creare attaccamento a un paradiso.
Solo così sarà liberato, nelle sue future esistenze, dalle idee o dai pensieri dell’amore e dell’odio, da valori e tempi illusori, percependo “l’armonica interazione inconcepibile” che non deve essere costruita perché è già.
Nel praticare il Metodo Opportuno non si possono considerare gli esseri separati nel destino e nelle Leggi dell’Universo. Nulla è “isola” separata interna dall’immenso esterno. Gli esseri si credono separati e come tali agiscono, pensano, si muovono, perdendo l’essenza dell’Unicità. Ecco perché nel Metodo Opportuno tutto ciò che è fatto e prodotto va trasceso: perché, essendo nell’Assoluto, la Natura delle Cose è Vacuità, quindi… altre parole inutili.

NOTE:

(1) Non si può dire “infinita” perché solo l’Assoluto lo è.