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Sul Confine (Della Mente)

Quale è il confine tra tutte le cose nel mondo fenomenico?
Quale sarà tra la comprensione esteriore e quella interiore?
Quale sarà tra la Realtà e la ricostruzione mentale?
Quale sarà tra un fenomeno e il precedente e il seguente?

Gli esseri confinano le parole, con migliaia di distinzioni. Ognuno ha il proprio valore. E le frasi? Figuriamoci! Le menti sono così diverse che ogni affermazione pertinente, su qualsiasi argomento, può essere completamente ribaltata.
La mente non ha confini. Ognuno mette o NON mette i propri limiti. Migliaia di differenze, migliaia di distinzioni. Quando parliamo di qualcosa, non è nelle parole né nelle frasi la “tal” cosa, è solo nella mente e ognuno ha la sua versione.
Nella mente non c’è confine perché la mente non ha limiti nella sua libertà, nelle sue innumerevoli, potenziali, posizioni. Opera attraverso i sensi, li collega e li organizza (illusioni ottiche, miraggi, ombre e riflessi); costruisce realtà nei sogni, fa credere alla magia dell’illusionista, fa vedere la luna nel pozzo, sente gli echi e gli dà un valore, dà valore al volto nello specchio; legge queste parole e subito interpreta, e gli dà senso a modo proprio. Solo così nascono, sorgono, crescono le opinioni divergenti. E la Realtà dov’è? La mente che “mente” ha il suo confine, è l’intelletto, la logica, la ragione pura, la Vera Verità, la TALITÀ che parte dalla Base.

Un essere molto antico disse una volta (più volte… ma così è più poetico) “Quando cercate una verità interiore, non fate mai una domanda a un saggio. Primo, la risposta è nella domanda; secondo, i saggi sono specchi: se chi domanda è l’inferno, allo “specchio” vedrà l’inferno; se chi domanda è il paradiso, vedrà il paradiso. Quando mai i saggi hanno scelto se aiutare l’inferno o il paradiso? Sono specchi che non conservano nulla di quanto riflettono”.
È semplice comprendere che se non si fanno azioni e pensieri disdicevoli (o addirittura infernali) non ci saranno né risultati né apprendimenti per gli stolti. E se non si compiono azioni d’Amore Universale, non si impareranno né i metodi opportuni, né come essere ricercatori immersi nell’“apprendere il giusto”.
Ogni insegnamento è dato nel mondo fenomenico, con le sue leggi causa-effetto. I fatti sono sempre effetto di qualcosa e causa di altro. Ogni insegnamento è immerso nella situazione che trova, non è nelle parole o nelle frasi. I fatti poi divengono parole e frasi, e la Verità la conosce solo l’Assoluto perché l’apprendimento è già nella Base. Chi insegue lo stolto sul suo stesso cavallo, si volterà e non vedrà nessuno, guarderà avanti e non vedrà nessuno. Ciò che accade ha valore in sé stesso, mai in ciò che viene spiegato. L’insegnamento è nella vita, in ogni situazione.

Parole Inutili è chiarezza. Ah! In questi “tempi” gli esseri vivono l’esistenza basandosi sulle parole, guadagno o perdita; Io? È crescere; Sé? Che cos’è? Sincerità usata, falsità conclamata; scuse ripetute, accuse manifeste; eccetera, eccetera. Non essere? Manco a parlarne! Cosa si guadagna?
Ecco un confine, il mistero delle parole; dette tra terra e cielo, come venti, che timidi ti scompigliano i capelli; che furiosi vorrebbero uccidere. Insieme per comporre frasi; che mistero il loro valore; a volte (parole) venti che si sommano, a volte si contrastano e si smorzano da soli, nello stesso dire.
E poi, che continuo oscillare le menti provocano; come in un porto, il tintinnar di lacci, e metalli, e legni, e stoffe, in un caos che sembra armonia dovuta all’onda. Che somma di misteri a cui solo la morte risponde!
Quando gli esseri nascono, nasci con loro. Quando muoiono, muori con loro. Tutti i confini sono per tutti. Poi, l’unico confine.

Qual è il confine tra la comprensione esteriore e quella interiore? Cioè tra ricostruzione mentale e Realtà? Ecco un bell’esempio di risposta nella domanda!
Stavolta vi ho aiutato, la prossima NON LO FARÒ! Non spiegherò più i termini usati per il libro e finalmente inizierò a scriverlo. Solo quando sarò certo che saranno parole al vento, senza nessuna utilità.