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Sulle Regole (Parte 2)

Dicevano gli antichi che, per realizzare ciò che più si desidera, bisogna smettere di cercare il proprio tornaconto, quindi è necessario rinviare la propria realizzazione completa (Talità e Paradiso). Certo, non bisogna perdere le capacità conquistate per aiutare l’umanità.
Grande è il coraggio di colui che non vuole il paradiso, perché attende e opera affinché prima si realizzino gli “Altri”, aiutati e sostenuti.
Al termine di questo attimo di Universo, si giunge insieme a un porto che tutti scordano: non è la morte del singolo, è la fine del genere umano. Sembra dunque necessario (e lo è) essere determinati ad aiutare questa umanità in modo reale ed efficace.

  • Cercate di donare il massimo di quanto avete compreso, per il cammino che sentite essere la migliore strada verso la felicità Universale (Paradiso non definito).
  • Cercate di non danneggiare il percorso dell’umanità verso la legge Naturale dell’Amore, verso la creazione e, quindi, verso la perfezione delle Leggi dell’Assoluto.
  • Cercate di non sottomettervi a condizioni che ritenete contrarie o inappropriate al momento che vivete interiormente.
  • Non donate ciò che sapete sarà rifiutato per ignoranza e tornaconto personale: gli stessi motivi che, in passato, hanno coinvolto anche voi perché non potevate sostituire di colpo la generosità all’egoismo.
  • Ogni tornaconto, di qualsiasi tipo e quantità, è un pagamento irrilevante che non può essere paragonato a quanto l’Assoluto ci ha donato.
  • Discriminare nel donare le saggezze che si possiedono è errore, non discriminare è errore: si potrebbe perdere tempo e non usarlo per chi ascolta realmente e desidera farlo. Quindi, la “Giusta Via di Mezzo”.
  • Se non conoscete perfettamente ciò che dite, ad esempio “la Giusta Via di Mezzo”, non dovete insegnare. Potreste essere maldestri e fuorviare chi ha buone intenzioni.
  • Le percezioni più sottili vanno cercate nella Legge Divina della Base che, se fa intuire al ricercatore, lo colloca automaticamente nella perfetta condizione che gli compete (lo scienziato che intuisce una Legge o fa una scoperta è per forza “quello giusto”).
  • Chi ricerca, per rispettare gli “Altri” deve prima rispettare se stesso, quindi non può venir meno a ciò che sente, a qualsiasi costo, senza eccessi, né difetti.
  • Chi procede consapevole della continuità dell’esistere e della ricerca dell’Armonica Interazione Inconcepibile eterna, senza scordare mai il proprio impegno, non cerca la Realizzazione Assoluta prima della naturale evoluzione delle Saggezze apprese.