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Sulla Natura degli Eventi

Paola Pietroletti – Fenditura Quantica (Courtesy Arte Quantica)

 

Non tutti mali vengono per nuocere, a volte è meglio cadere perché poi ci si rialza con l’esperienza della caduta.
Nel nostro cercare potremmo individuare i collegamenti con una cultura e una ricerca interiore che sono state, in passato, conoscenza per pochi di una realtà profonda; ora sono diventate ignoranza per molti di una realtà fatta di parole.
Ad esempio, il quarto tipo di insegnamento, l’ultimo, non può funzionare se usiamo vocaboli di lingue orientali perché noi siamo Occidentali: le aree cerebrali che si attivano quando attribuiamo un significato alle parole sono diverse dalle loro. Usiamo altri termini e dobbiamo saperli vivere per come è mappato il linguaggio nel nostro cervello, nell’interazione con la realtà che ci ha organizzati per un certo tipo di consapevolezza: ossia, il cambiamento che stiamo vivendo come civiltà. In realtà non è un cambiamento vero e proprio, parola che sembrerebbe indicare qualcosa di separato dal precedente percorso, ma piuttosto un proseguimento dell’umanità alla ricerca. Infatti, gli occidentali hanno conoscenze completamente svincolate dal valore di parole come Dharma, Samsara, Karma, che non hanno alcun senso per loro. Queste parole appartengono a un percorso che (pur facendo parte dell’universo, pur avendo fatto parte, forse, di noi in epoche precedenti) ormai è solo una ricapitolazione di parole utili. Adesso basta, inizia il quarto e ultimo tipo di apprendimento.
Il quarto e ultimo apprendimento non è come il precedente. Questo glossario di Parole Inutili serve affinché possiate capire di che cosa parliamo e farlo capire agli altri. Se non si danno i giusti valori ai termini si continua a studiare credendo di capire, ma con una diversa mappatura del linguaggio nel cervello, con un sistema cerebrale diverso, con un collegamento tra parole diverso, non è possibile capire né mettere in relazione realtà differenti.
Fino ad oggi ci sono stati tre tipi insegnamento, necessari a farvi ricapitolare le esperienze acquisite. Ogni essere deve ricapitolare. Solo alcuni, fortunatamente pochi, non possono e non devono farlo perché non attingono dai soliti posti. Non ricapitolano niente… non hanno il tempo, hanno troppo da fare nel mondo fenomenico.
State facendo un percorso che utilizza il vostro linguaggio e le vostre parole. Avete conosciuto termini che hanno portato all’errore filosofie e religioni che, fermandosi alla Talità e alla Vacuità, una volta giunte alla Base hanno smarrito l’Assoluto lungo il percorso, idealizzando e travasando in un unico essere il bisogno di Dio. Ciò ha comportato una deviazione tale da cancellare l’idea di un universo creato per Volontà Divina. Tutto il percorso dell’umanità, nelle sue innumerevoli frammentazioni, ha lasciato esclusivamente pezzi scomposti.
Non dovranno essere più necessarie parole di cui ti viene raccontato il significato, mentre tu rendi “utile” ciò che viene detto in un processo mentale; il processo mentale non ha alcun valore. Dovrà nascere una NON-filosofia che distrugga ogni tipo di filosofia, perché la filosofia non è altro che un giro di parole per essere sempre più confusi e chiamare quella confusione “concentrazione”, “meditazione” o “contemplazione”. Sono stupidaggini, vaste e profonde come la libertà dell’essere nel suo processo mentale. Nessuno dovrebbe essere soddisfatto di aver compreso, perché sarebbe sazio di un cibo senza valore. Sarebbe un povero illuso che sente il proprio intimo pieno per aver mangiato illusione. Il nutrimento si tramuta in escrementi (che sono una parte del cibo) chiamati libertà della mente nel mondo fenomenico.
È necessario analizzare tutti i termini sinora usati dall’umanità, indicando ciò che è giusto negli insegnamenti provenienti dal passato. Il passato va rivisitato e corretto in modo che non sia una filosofia, ma serva a distruggere ogni sistema filosofico che comporta un credo mentale, e non permette più di vivere le realtà interiori.
Stanco di conoscere le realtà interiori a parole, dovrai mirare a vivere l’essenza (che “è senza”) di quello che è stato detto. Ecco perché le parole sono inutili, devono rimanere inutili, acquisire un valore di inutilità. Questo non vuol dire che le cose non si debbano sapere, perché poi vanno riconosciute senza il valore fatto di parole. Le parole non devono saziare e soddisfare; si deve poter dire dentro di sé: “è così, però queste parole non lo raccontano”.
Questa NON-filosofia si acquisisce attraverso il glossario, perché prima bisogna accordarsi sul significato dei termini e sul fatto che non abbiano valore finché non li si vive. Solo quando sarà eliminato il valore dei termini si potrà leggere il libro, ma non come un testo filosofico con valori preconfezionati e concetti già pronti.
Il percorso è arrivato a un altro stadio di consapevolezza e oggi si può teorizzare ci siano livelli di coscienza che sono rimasti puri, limpidi e immacolati e che non possono essere contaminati dalla “lavatrice” degli infiniti universi.
Immaginate gli infiniti universi come fossero una lavatrice, quando comprate un abito nuovo, lo mettete forse in lavatrice? Naturalmente no. Quello è l’Angelo. Noi possediamo anche quella Coscienza di partenza, la stessa, Non Separata. Poi cosa accade?
Immaginate che la “lavatrice” degli universi (la chiamo così per non dire “Ruota delle Reincarnazioni”)(1), invece di pulirlo, “sporchi” l’abito, che è pulito di per sé.
Esiste una Coscienza primordiale che è rimasta limpida, netta, pura ed è già in ognuno di noi. In realtà il vestito che portiamo, anche se è un po’ scucito e consumato, è fatto della stessa materia di partenza, “arricchita”, nel tempo, di sporcizia. Gli esseri sono gravati dal peso della polvere e “gravano” il vestitino che indossano (io, me, sé, Grande Sé e così via…) come fosse la cosa più importante. Se ne preoccupano fino a distruggersi l’esistenza nell’illusorio, aggiungendo illusorio a illusorio fino a rovinare qualcosa che è già in uso e consumo. È utile rovinarlo, ma è da stolti insistere nell’eccesso, tenetelo da conto.
Poi c’è quella che chiamo “la Natura della prima volta”. È l’Angelo Puro che si affaccia alla creazione, vede per la prima volta (e poi le vedrà varie volte) queste infinite lavatrici e ci si immette, perché vuole “sporcarsi” della libertà.
Oggi il mondo si identifica con il sistema fisico e perciò deve essere fagocitato. Tanti bambini purtroppo crescono fagocitando e vomitando il mondo, pensando che il sistema per evolvere sia usarlo. Alla Base ancora non è segnato il raccordo che permette loro di sentire alcune cose. Ciò non vuol dire che ci sia un essere migliore dell’altro, perché c’è chi sente una cosa e chi un’altra, chi non sente una cosa e chi non ne sente un’altra. Qualcuno è come una ciotola rotta o forata, dove tutto ciò che viene versato è perso; qualcuno è una ciotola rivoltata, che non raccoglie niente; qualcun altro è una ciotola avvelenata, nella quale qualsiasi cosa diventa guasta (questo è un insegnamento antico).
Il quarto insegnamento, dove si parla delle ciotole che oscillano, nell’antichità non c’era. Se cerchi di versare un insegnamento in una ciotola che oscilla, qualche volta lo raccoglie, qualche volta no. Non è avvelenata né bucata né rivoltata, è buona ma, essendo oscillante, a volte l’insegnamento non lo vuole. Allora oscilla… in quel momento arriva l’insegnamento e non viene colto (questo è un ricercatore, già va bene), quindi per somma cosa fa? Se la canta e se la suona, oscilla in un modo e oscilla in un altro, qualcosa esce fuori e qualcosa entra dentro e viene usato in modo difforme rispetto a chi, ormai, è una ciotola stabile e tutto quello che viene detto lo raccoglie. Le ciotole oscillanti vanno bene, piano piano si stabilizzeranno. Una ciotola si stabilizza quando è piena, perché è costretta dal suo stesso peso a rimanere immobile. A quel punto si collega alla Base: ha terminato il “riempimento” concesso (non si può sapere di colpo tutto, ci vuole gradualità e rispetto della libertà).
Noi non organizziamo gli eventi che accadono. Nessuno organizza gli eventi, è la Base che determina ciò che accade, i cambiamenti, gli insegnamenti, i percorsi, come è conformato l’universo… È come se un architetto progettasse fondamenta per un palazzo di undici piani quando deve costruirne solo dieci. Cosa fa, spreca energia? Pensate che l’Assoluto sprechi qualche cosa? Pensate che usi qualcosa in eccesso o in difetto? Dimenticate la Perfezione della Costruzione dell’Assoluto. Gli esseri umani si preoccupano e si agitano, si sentono sballottati dagli eventi. Cosa vuol dire? Che senso ha? È come teorizzare un errore nell’Assoluto. Certamente ciò che sembra, ciò che appare, serve a controllare, verificare e adeguare il percorso a quella coscienza a cui mirate. GIÀ È dentro di voi (tutti sono stati Angeli) solo che, per accedere, non si può essere né una ciotola oscillante, né uno degli altri tre tipi di ciotole. Nel quarto tipo di insegnamento non c’è spazio per queste ultime tre ciotole. La soluzione la trova la Base.
Ognuno ha un compito, ognuno ha un lavoro. Sin dalla nascita abbiamo il compito di soddisfare i bisogni fisici (qualcuno vive solo di questo), le passioni, la libertà della mente nelle sue sfaccettature. Abbiamo giocato con l’intelletto e le consapevolezze di un percorso del passato. Abbiamo giocato. Provate a giocare con la Soglia. La Soglia è il confine con Dio, la Base sta dopo, attaccata alla Soglia, è puntiforme e immensamente spaziosa. La Soglia per noi è una sottile, apparente linea di confine, che ha noi (un punto) da una parte e l’Assoluto (Infiniti Punti) dall’altra. Per Lui la Soglia è infinita e per noi è un punto solo. E garantisco che è sufficiente.
Quando vi renderete conto che il progetto dell’Assoluto è perfetto vi ritroverete, finalmente, alla Base. Il Progetto dell’Assoluto è infinitamente perfetto per le infinite direzioni, ognuno ne ha una sola: la sua via. Ma la sua via la decide di volta in volta, cambiando direzione, o credendo di cambiare direzione. Se ci si muove in un punto non c’è nessuna direzione e ricordate che, per l’Assoluto, ogni universo è un punto. Apparentemente percorriamo infinite direzioni, in realtà andiamo solo da una parte: Angelo sei e Angelo tornerai. Puoi scegliere altrimenti, ma non vuol dire che tu non lo sia. Lucifero, un Angelo era e un Angelo è rimasto, anche se è diventato “quello cattivo”… è solamente un punto infinitesimale, da quest’altra parte con noi. Non cambia niente, non è di più, non è di meno. Ha solamente scelto una libertà più “vasta”. Quanto “vasta”? Un Universo! Prima o poi si stancherà anche lui. Si stancano tutti, dipende da chi incontrano nella loro esperienza, da quanto serve l’esperienza. Dipende dal fatto che sono schiavi del bene e del male degli altri.
I ricercatori sono liberi dal bene e dal male degli altri se ottemperano a un percorso che conduce a “chi sono”. Chi siete? Dopo la Vacuità Primordiale, dopo la Base, alla Soglia… la Soglia ha un solo confine: l’Assoluto. È scritto Lì chi sei. Tutto il resto è molto divertente. È divertente per gli esseri senzienti comuni passeggiare nell’universo a risciacquare vestiti, prenderne diversi, cambiarli, sporcarli, distruggerli, farsi male perché si crede di essere l’abito che si indossa. È molto doloroso e divertente, ma non è così. È bene che cominciate ad apprezzare le vostre parti più profonde, in modo da non arrecarvi danno (dolore) con il vestitino che sporcate. Gli esseri hanno l’idea dello “sporco” e del “pulito”, ogni vestito mantiene le sue fibre al di là delle patacche che ci sono sopra: olio, grasso, polvere, non sono il vestito. Ogni tanto lo mettete in lavatrice: una bella morte, una lavata e… guarda che bell’abitino nuovo! Siete sempre voi. Angeli eravate e Angeli tornerete a essere, le vostre esperienze sono segnate: sono scritte nella Base, per l’universo che nasce, e nell’Assoluto, perché la consapevolezza di voi stessi è in un attimo ed è eterna.
Uno dei prossimi capitoli che scriverò sarà sulla Coscienza Pura e Incontaminata, quella dell’Angelo che siete. Poi vi racconterò, in undici capitoli, il Percorso, il cammino come dovrebbe essere… come, eliminando il valore che vi propongo, lo rintraccerete in voi stessi. Lo troverete, potete fare oscillare la ciotola quanto volete ma quello che c’è rimane. Quello che c’è, c’è. Poi, a mano a mano la ciotola si riempie, oscilla sempre di meno e si ferma. Quando è colma è adatta per un rapporto più diretto con la Base, così la farete finita con i “giochini” delle oscillazioni.
La danza nel vorticare della lavatrice chiamata “universo” a volte è molto divertente. Un saggio sembra essere qualcuno che gioca e fa giocare tutti. Giochiamo. Un saggio è sereno per quanto sa, ma è più sereno per quanto sa la Base, e per quanto sa l’Assoluto è ancora più sereno.
Ognuno faticherà nel suo percorso in base alla ciotola che è, non perché esista una determinazione in qualche azione ma perché ognuno di noi, in maniera diversa, è solo un punto di fronte all’Assoluto. Qualcuno è una ciotola che oscilla e qualcuno sa raccontare come funziona la lavatrice. La lavatrice è l’universo, gli esseri sono coloro che vengono lavati. Molte volte il lavaggio mischia i colori, fa schiarire i blu e ingrigire i bianchi. Ve ne accorgete? Un saggio se ne accorge. Un saggio può raccontare, individualmente, ogni percorso, ogni evoluzione degli esseri fino all’ultimo dei demoni presente nel sistema. Quando la lavatrice gira, i colori si mescolano e gli esseri non se ne accorgono. Cominciate ad accorgervene. Poi c’è chi mette i bianchi con i bianchi e gli scuri con gli scuri, ma i toni scuri sono tutti diversi, vi accorgete che cambiano le sfumature? Quanto si logora il lenzuolo se usate la varechina? Chi vuole eccedere nel lavaggio consuma la sostanza stessa che gli serve in quel sistema (sarebbero quelli che bruciano energia vitale perché si credono chissà chi). L’umanità non ha bisogno di “alta definizione” ma c’è qualcuno che ne ha bisogno per quello che studia: i ricercatori. Se si allenano bene, l’alta definizione (cioè la coscienza della Base) poi la usano come arma di pace.
Se qualcosa va bene o va male lo decide la Base, si può solo proporre, non obbligare. La Base ci mette un infinitesimo di tempo a cambiare le cose. Tutto è, senza nessuna preoccupazione, già scritto e progettato, già legiferato, nella Base. Se è giusto va bene, se non è giusto va bene. Comunque qualunque cosa facciate è giusto, alla faccia di chi teorizza nell’Assoluto qualcosa di errato. Tutto si risolverà, come dicono gli stolti, “Dio volendo”. Però, in quel “Dio volendo”, gli stolti inseriscono quello che loro vogliono, quello che loro desiderano, il modo in cui loro vorrebbero andasse, il loro “bene”. Quello che accade è “bene”. È sempre “meglio”. Se c’è un ricercatore vero, è “meglio”; se c’è un ricercatore finto, protetti dalla Base, è sempre “meglio”; se c’è chi si rasa il capo e non è un ricercatore… l’Assoluto non imbroglia le sue creature, per chi lo ascolta è comunque “meglio”. L’Assoluto, in Sé, non mette nulla di peggio. Pensate sia un architetto scadente che “aggiusta” la Sua Creazione? Non c’è niente da aggiustare, è già aggiustata. Se le regole sono perfette è tutto già aggiustato. Accorgiti delle regole, stai buono, stai calmo, stai sereno, tanto non incidi su niente. Incidi solo per il tuo verso, la tua strada, perché sei tu a camminare e se inciampi non coinvolgi altri nella tua caduta. Se altri cadono con te, il Signore non ha fatto altro che ottemperare alla Sua Legge: tutti insieme dovevate cadere. Questo vale per ogni essere, vale per ogni cosa, già la Regola ha stabilito tutto.
Leggete questi scritti lentamente, passeggiando tra i termini, studiandoli approfonditamente, cercando di meditarci sopra, frase per frase. Non leggete come siete abituati a fare, per filosofeggiare, per sentire qualche parola che vi piace. State attenti a come leggete. La Base viene dopo lo Squarcio perché per costruire un palazzo, prima si fa una buca, poi ci si mette il cordolo. Per decidere l’altezza del palazzo bisogna fare prima la buca. Il Vuoto ce l’hai? Va bene, allora puoi costruire. Nella Figura dello scritto “Sul Confine Non-Confine” la Base è disegnata prima dello Squarcio, è una cosa che ancora non ho spiegato. La Base stabilisce quanti e quali esseri abiteranno il palazzo. È il codice di costruzione dell’universo ma proviene da un altro universo, la cui Base è la somma della Base che era all’inizio di quell’universo più le esperienze degli esseri. Tutti gli esseri finiscono in fila per stringa, cerchietto per cerchietto, come degli anelli (mi ricorda qualche cosa), poi ci sono gli anelli aperti, che non possono essere neanche anelli. Dopodiché, nel passaggio all’interno dell’Assoluto, dove c’è il salto dimensionale spazio-temporale, dove risiedi senza tempo, senza sapere né che risiedi né che sei, nella perfezione dell’Assoluto, che succede? Scompari in un punto chiamato “buco nero”, senza massa, senza tempo, senza niente. Fai un passaggio “morbido”, volente o nolente, all’interno della Sua Natura. Sparisci e ti ritrovi… ma la Base è quella: il progetto del prossimo universo, dove vi ritroverete ancora una volta insieme. Se hai fatto un certo percorso devi andare da qualche parte, qualcuno fa un percorso, qualcuno ne fa un altro e ognuno va dove gli spetta. Altrimenti sarebbe imperfetta la perfezione. La perfezione è perfezione. Si mette insieme chi va in un verso e si separa chi va in un altro. Le ciotole vengono separate, però poi vengono riunite perché c’è sempre qualcuno che deve spiegare a qualcun altro. Sempre nella Figura che si vede in “Sul Confine non Confine”, ho messo Vacuità e Talità fuori dall’anello perché la concezione nasce quando c’è chi la concepisce. Se non c’è chi la concepisce come possiamo far nascere la concezione? L’anello finisce con la O di squarcio. Guardate dove cade l’anello. Guardate bene. Un saggio può essere stato, per lungo tempo, un demone. Così feroce che in qualche universo, solo a sentire il suo nome tutti tremavano. Per lui non conta niente essere l’una o l’altra cosa perché c’è sempre un momento in cui ci si rincontra.

NOTE:

(1) È un errore cercare di trovare una connessione con le parole del passato perché erano “mappate” per un altro tipo di comprensione ed erano “utili”. Le parole presenti possono evitare qualsiasi collegamento (non lo fate, non serve). Mappatevi secondo la vostra cultura.