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Sulla Calma Dominante

Penso che molti di voi siano stanchi di leggere chiacchiere su infinitesimi e infiniti. Siamo strutturati tutti in maniera diversa, quindi è giusto che ci siano interessi diversi e modi di pensare diversi.
In ogni percorso ci sono alcuni elementi fondamentali per un’azione materiale nella forma, diretta agli ottenimenti nel profondo. Questi elementi vanno soddisfatti, anche se non è interessante che l’azione sia “azione”. Coloro che vogliono agire a ogni costo, senza essere preparati alla “non azione“, acquisiranno meriti e vivranno condizioni interiori positive. Non gli servirà a nulla, però saranno soddisfatti e compiaciuti di sé, si vorranno un po’ più di bene e diranno di aver fatto la scelta giusta, di aver agito in modo giusto, di aiutare l’umanità. Ci interessa una crescita di questo tipo?… Anche!

Dovete conquistare la Calma Dominante Interiore, altrimenti non risolverete un granché. Se non giungete a questa Calma Dominante Interiore, che cosa realizzerete? Un fare fino a “schiattare”, per dare il massimo? Auguri! Un ascoltare parole con valori per voi estremamente limitati? La parola “infinito” non vi soddisfa come “infinitesimale”? Già siete così! Sai che soddisfazione!
La Calma Dominante Interiore siete voi, fra l’infinitesimo e l’infinito. Però, più le persone stanno “male”, meno se ne rendono conto e più sono infastidite da queste parole, perché vivono l’agitazione interiore. Ma si sa, è bene mantenere virus e batteri nel proprio corpo per potersi fortificare. Volete fortificarvi? Come fate, se non trovate la Calma Dominante che è in voi… la domus, la casa dove dite IO, anche se è Oltre?
Volete aiutare l’umanità a star bene? Volete trovare una gratificazione all’io per continuare ad agitarvi in base al destino? Oh poverini! Che dramma, tra l’infinitesimo e l’infinitesimale. Chi ha problemi continuerà ad averne, perché se il soggetto che vive la realtà è un filtro avvelenato o sporco vedrà negativamente qualsiasi cosa accada. Poverino! Vedrà male anche la sua morte, perché sarà “morte” e non sarà “vita”.
La Calma deve essere “a dimora” dentro di voi, tra una comprensione e un’altra, perché voi siete solo coscienza e la coscienza che siete non la perderete mai. Essendo coscienza, potete effettuare tutte le azioni possibili e immaginabili, senza nessun problema. Non succede niente, assolutamente niente, se non illusioni organizzate in vario modo per alcuni apprendimenti. Siete disposti ad apprendere? Continuate! Altrimenti lasciate perdere. Nessuno vi trascina sull’ansa del fiume.
Avete mai fatto un picnic sull’ansa di un fiume? È bello… Io ci andavo a pescare: c’era una spiaggetta, lunga e bella larga, verso fuori città. Mi portavo da mangiare, una seggiolina, la canna da pesca e l’acqua scorreva lenta. Noi abbiamo cercato insieme l’ansa cheta di un fiume. Avremmo potuto disinteressarci di qualsiasi problema del mondo, soddisfatti della quiete dello star bene. Sarebbe bastato dire: “È il loro destino! Meglio non mettersi in mezzo…”. Ognuno viva come meglio crede.

Il Punto di Quiete è dentro ogni essere. Perché vivere come “prede” dell’agitazione nei confronti degli eventi? Chi è interessato a questi scritti sa di cercare qualcosa che gli sembra di non conoscere, ma è lui stesso.
Molti vorrebbero subito agire, ma agire “chi”? Certo non chi si agita, si preoccupa, è sottoposto allo “sballottamento” degli eventi del fiume in piena, o del fiume che si sta prosciugando, o del mare mosso… Quando arriverà, il mare, sarà calmo o mosso?
Volete star bene, ma vi organizzate per soffrire e non cercate ciò che serve per star bene. Cosa serve per star bene? Provate a ripetere: “dentro di me c’è la calma dominante”. Non sono chiacchiere. È la vicinanza al punto di coscienza più sottile, al punto di coscienza inamovibile, il punto fermo, il punto di quiete, il punto di stabilità. Qualsiasi oggetto ha un punto d’appoggio che ne assicura lo stato di quiete. Tutto ha un equilibrio: se trovate quel punto trovate l’equilibrio.
Con cosa avete vissuto finora? Avete vissuto (e si vede) con un apparato esterno che si squilibra; qualsiasi apparato esterno al punto di equilibrio è sottoposto a oscillazioni. È normale. Tutto ha un punto di quiete, a mano a mano che ci si allontana da tale punto di quiete, aumentano le possibilità dello squilibrio. Detto questo, se consideri te stesso solo la tua pelle e l’insieme degli organi che contiene, vivi – per il tuo livello, per la tua realtà – i punti di massima disarmonia. Più vai dentro, più vai a cercare la quiete.
In una interazione universale fai il contrario: se non ti piace andare dentro, guarda fuori. Osserva una mappa dell’universo, controllala bene (non si sa mai, dovessi trovare qualche punto di squilibrio) ci saranno buchi neri, soli, galassie… poi considera la tua dimensione. Cerca la nostra galassia, quel puntino in mezzo ad altri miliardi di puntini; guarda dove è il nostro sole, un puntino in mezzo a miliardi di stelle, nella galassia; se osservi nei dintorni del sole, c’è un puntino chiamato Terra, ancora più piccolo; sulla Terra trova una città, su quella città guarda la strada dove abiti e mettici un puntino. Poi fai l’inverso: prendi tutte le mappe che hai appena guardato e procedi e dal punto te al punto universo… ci facciamo due risate se non trovi la quiete!
Vai dove vuoi, cosa cambia? Non è detto che (oscillando, giustamente, fra l’infinito e l’infinitesimale) anche se sei una persona mediocre tu non possa trovare un Attimo. “Un attimo”, perché solo quello possiamo trovare; qualcuno trova un attimo prima e qualcuno un attimo dopo. “Mi sono realizzato…” “Mi sono illuminato…” “Sono diventato…” “Ho avuto un attimo…” ATTIMO (ma non avevamo detto di sostituire la “coscienza” al “tempo”?). Scusa, quale attimo? Ah! Tu, quell’attimo; un altro, un attimo diverso. Sono tutti attimi sovrapposti. Hai trovato prima… Hai trovato dopo… Hai trovato e basta! E se non hai trovato davvero? Allora… non operare per il bene degli altri.
Ogni evento che ci accade è concertato per farci trovare il punto di quiete massima, il punto di equilibrio. Sì, lo chiamano Anima… ma tutto ciò che viene detto sull’anima, sottoposto alle vessazioni delle parole, fa quasi orrore. Quando date un nome a quel qualcosa dentro di voi chiamato “anima”. Di quale anima parlate? Di quale amore? Io direi: di quale rabbia? Di quale agitazione? Di quale punto esteriore o estetico? Di quale identità o “io”, in cui non è possibile rintracciare né la quiete, né l’amore, né il fondamento della Creazione?!

Seduti sull’ansa del fiume, sereni e tranquilli, cercavate le parole di un maestro. Avete trovato la quiete? Concentrazione! Meditazione! Contemplazione! Avete fatto questo giochino?
Mentre si fa un “pic-nic” sull’ansa di un fiume si può trovare la calma esteriore, speriamo allora che arrivi la piena, così vediamo se trovate quella interiore.
Stando sull’ansa del fiume il linguaggio cambia, diventa più quieto e le persone sono sempre più ottenebrate. Nella tranquillità e nella quiete avevate trovato la calma interiore? No? Oh poverini! Cercatela nel caos. Non siete d’accordo? È uguale. Tanto non cambia niente. Il caos serve a fortificare, sempre con l’aspettativa di passare dalla teoria degli infinitesimi e degli infiniti alla pratica, coerente e corretta, di un ricercatore che si adopera per dar da mangiare agli altri, visto che lui già mangia.
Ci siete stati sull’ansa del fiume? Bravi! Avete mangiato? Bene! Adesso preoccupatevi di prepararvi per il lavoro serio. Avete problemi di sopravvivenza? Non si lavora con persone tese, in agitazione, preoccupate, che si alterano per un po’ di piena, un po’ di problemucci.
Le ciotole inquinate, oggi possiamo dire avvelenate, ci saranno sempre. Ci sarà anche di peggio: le strategie di coloro che “fanno le pentole ma non i coperchi”. È una partita che si gioca su un piatto enorme dove da una parte c’è una pulce e dall’altra avvoltoi, sciacalli e iene. La pulce è piccola, ma può saltare distanze cento volte la lunghezza del suo corpo e ha una forza tale che potrebbe mangiare una tigre, se fosse altrettanto grande. Perché gli esseri non hanno questa forza? Perché non hanno questa determinazione? Perché sono “determinati” dalla loro identità. L’identità è in base alla profondità e ha, come conseguenza, il comportamento adeguato.
Sarete pronti all’azione per il bene? Quando sarete pronti, arriverà quello che vi serve. Non siete pronti? Preparatevi. Quanto vi viene insegnato non ha una mira estetica, culturale o egoistica. Ha una sola, precisa motivazione: prepararvi a trovare la quiete interiore, quindi, prepararvi anche a “non essere”.

Un oggetto in equilibrio è fermo! Tutti hanno il punto di equilibrio, la Calma Dominante, ogni essere è la domus aurea della calma. Trovatela! Se avete qualche “problemino” la soluzione è questa: c’è una parte di voi tra infinito e infinitesimale, trovate questo punto di quiete interiore. La soluzione non è nel vivere felici e sereni, nella superficialità e nell’ignoranza. Trovereste comunque un disagio… dipende dall’identità.
Queste sono le regole fondamentali, questo è il sistema per trovare l’equilibrio necessario a cercare. Volete trovare l’Assoluto? Volete che tutti godano di questa Natura già esistente in voi? Come lo spiegate agli altri se non imparate come riuscirci? Prima riusciteci voi. Per favore, cercate di trovare questa calma interiore, questa “comunità” in un intento, uno solo. Volete lavorare? Ma come si può lavorare con chi si agita? Bisogna individuare il sistema per dare da mangiare a tutte le creature che muoiono di fame. A fare il pic nic sull’ansa del fiume portiamoci anche gli altri, tanto non paghiamo tutto noi, da soli. Paga il destino, complessivamente per quello che è. Qual è il problema?
La quiete interiore l’ho già trovata! Il mio impegno ora è che la troviate anche voi. Altrimenti sull’ansa del fiume ci sarei solamente io, tranquillo e sereno, mentre tutti gli altri starebbero a preoccuparsi dell’arrivo di un’onda anomala o di una piena. Che gusto si prova a fare un picnic da soli, in serenità interiore, mentre una massa di persone intorno ha paura che succeda qualcosa, o si preoccupa di soffrire?
Non accade nulla che non dipenda da noi! Chiaramente è necessario rispettare i tempi diversi di ciascuno, attendere che si acquisisca tutti un po’ di calma interiore, che si “diventi” identificati più profondamente. Ma se non si è determinati nell’obiettivo, è difficile raggiungerlo.
Il progetto è in rete, più passa il tempo più è in entanglement con noi… a mano a mano che ci dedichiamo completamente ad esso, aumenta l’entanglement. Aumentando l’entanglement dovrebbe aumentare la nostra determinazione. Non serve preoccuparsi che arrivi una piena solo perché abbiamo visto una piccola onda nel fiume. Bisogna crescere, trovare l’equilibrio e aspettare che arrivi ciò che deve arrivare, qualsiasi cosa succeda va bene. Non avete questo tipo di mente?
Calma Dominante, quella che avete, per giungere alla mente con il pensiero dell’Anima. Questo è il pensiero dell’Anima: la Calma Dominante. Il pensiero della mente è il caos della libertà continua… auguri! L’esperimento “evoluzione della coscienza” procede, procede tutto. Quello che c’è da fare si sta facendo; quello che c’è da dire si dice. Tutto il resto è in attesa che l’infinitesimo attimo, ossia il costante presente, scompaia – come al solito – nell’infinito. I dati li ha Lui. Dal momento che i Suoi dati sono Certi e i nostri sono incerti, si ottempera al sistema migliore, col criterio migliore e le strategie migliori per procedere con le astuzie, le capacità e tutto il necessario per il percorso già stabilito dalla natura del mondo fenomenico.

Per cosa vivete? Per preoccuparvi degli affari vostri?! Complimenti! Non credo che riuscireste a morire sorridendo! Ma se avete fatto il vostro massimo sforzo, lasciate stare quello che accade… non ha valore perché nell’Assoluto è “segnata” la coscienza e la determinazione che ha avuto, naturalmente insieme al fatto di aver rispettato il proprio livello. Se chi è a un livello più alto si comporta in modo non adeguato e dice a se stesso: “che mi importa degli altri, io ho il frigorifero pieno…”, allora diventa un problema. Se vi considerate migliori di così, rispettatevi e basta!
È arrivato il momento di essere concreti, di compiere insieme in modo preciso e deciso gli atti necessari al proprio equilibrio interno e al rispetto del proposito (che è la regola) di chi fa ricerca: aiutare gli altri a realizzarsi, a conoscere, a evolvere. Ma chi muore di fame, come può evolvere? Non è possibile. Dato che l’obiettivo di molti è sfruttare coloro che muoiono di fame abbiamo tanti nemici: chi guadagna sulla fame nel mondo, chi è preda di ideologie mentali, chi pratica fedi a percentuale.
Esistono religioni a percentuale, ideologie dittatoriali “acchiappatutto” e poi ci sono gli esseri, con il loro egoismo, a tutti i livelli. Voi avete la vostra “meravigliosa” ricerca interiore, con una teoria per trovare la parte più profonda di quiete (che siete sempre voi) e una pratica per ottemperare alle regole che servono a superare l’egoismo. Con l’egoismo non si arriva a nulla.
Sei consapevole che esiste uno scopo, un obiettivo? Usa le strategie. Ogni cosa è utile contro l’avvoltoio, lo sciacallo, la iena, il predatore “umano” (non l’animale). Distrai l’avversario, imbroglialo mostrandogli che stai per fare una mossa mentre ne farai un’altra, fai in modo che creda una cosa per un’altra, altrimenti, di che strategia parliamo?! Vincerebbero gli avvoltoi e gli sciacalli… Preferisco chiamarli “ciotole” avvelenate, fratturate e rivoltate.
Ognuno ha a un livello diverso di coscienza, che conosce solo lui e nessun altro, il comportamento deve essere conseguente. Io non sono interessato a conoscere il livello di coscienza di un essere, per me è Uguale. Anche se avessi davanti una congrega di Realizzati, non mi interesserebbe. È uguale! A me non interessa niente del Tao, della Via, di niente… è uguale. Nella calma interiore come deve essere? Nella contemplazione senza seme, com’è?
Vi ricordate la storia del vecchietto nel fiume, con gli armigeri del principe che vedevano i suoi capelli bianchi andare su e giù nei vortici? Lo stolto nuota disperatamente, s’affatica; il saggio lascia che tutto vada, tanto il gorgo prima ti porta giù (e chiudi la bocca), poi ti porta su (e prendi aria), poi ti lancia via e ti fa scivolare accanto allo scoglio… ti agiti? Se il gorgo ti porta giù e tu ti preoccupi, ti agiti, bevi, quando poi l’acqua ti riporta su, annaspi. Se ti metti a nuotare, rompi l’equilibrio dell’acqua che scorre e vai a sbattere contro la roccia. Quindi l’astuzia è essere sereno, lasciare, attendere che il fiume ti porti dove l’acqua non è alta. Lì ti metti in piedi e fai una passeggiata. Magari ti trovi sull’ansa di un fiume, con il picnic già pronto!
Imparate a collegare ogni cosa, perché è tutto collegato, tutto ciò che accade vi serve, ed è collegato. Come ci si comporta quando si intuisce che è tutto collegato? Si cerca con astuzia di comprendere i momenti, di organizzarsi per la mossa o le mosse successive, con una mira, sempre la stessa. Se un essere sta andando nel profondo, quale mira può avere? Nel profondo la sua anima ha solo necessità di esprimere amore. E come lo esprime? A chiacchiere? A parole? Che belle le parole dell’amore! Non servono a niente, ma sono belle.

Fate in modo che la vostra mira rimanga sempre quella di essere al servizio di coloro che hanno bisogno e quando morirete, qualsiasi cosa sia accaduta, sorridete. Non vale più l’antico detto: “Che Dio vi sorrida”. Guardatevi allo specchio, sorridetevi e poi potrete anche morire sereni e tranquilli. Sorridete sempre, lasciate che tutti facciano quello che devono fare. Servite i demoni, servite i santi, servite gli esseri senzienti, che sono quelli che avete più vicino. Gli altri due (santi e Demoni) sono troppo agli estremi. Per prima cosa imparate a servire gli esseri senzienti, poi imparerete a servire i Realizzati e dopo ancora a servire l’Assoluto. Alla fine tutto diventerà serenamente uguale, in un attimo tra infinito passato e infinito futuro, quindi, nell’attimo presente. Cosa c’è tra infinito passato e infinito futuro? L’attimo presente (ricordiamoci che c’è solo quello). Qualcuno è troppo preda degli infiniti punti di squilibrio. Sapete perché sono infiniti i punti di squilibrio? Perché di punto di equilibrio c’è ne è uno solo.
Tutte le cose hanno un punto di equilibrio, solo quello. Lo trovi? Buon per te. Non lo trovi? È uguale, prima o poi lo troverai, a meno che non diventi una ciotola avvelenata. E se diventi tutte e tre le ciotole insieme, avvelenata, rotta e rivoltata? Quanto è divertente dare fregature a chi fa lo “strano” perché crede di essere furbo; è divertente darle anche ai ricercatori, ai “realizzati” è ancora più divertente, perché si arrabbiano con un povero malato come me.
Che differenza c’è fra un essere vivo e uno morto? Ognuno rimane quello che è se ha trovato la sua Calma Dimorante, il suo Punto di Equilibrio. Se non lo ha trovato sente la differenza, allora non è un ricercatore.
Chi gioisce e chi piange… che differenza c’è? È l’attimo in cui credono di esistere con i loro io illusori e giocano al personaggio più comodo nell’illusorietà della legge del fenomenico, causa-effetto. Gli esseri possono anche continuare a giocare, comunque non serve a niente. Con l’esperienza impareranno a fare un pic-nic sull’ansa di un fiume, sperando nella piena. Adesso ne hanno paura, dopo che sarà arrivata si saranno divertiti in una folle corsa al mare.
Il vecchietto della storiella uscì tutto tranquillo dal fiume e disse ai soldati che erano accorsi pensando che stesse annegando: “Tutte le mattine mi butto nel fiume, e ogni giorno vivo l’equilibrio del vortice che mi porta giù, della mia quiete mentale e del vortice che mi porta su”.
Questa è la storia del vecchietto. È tutto collegato. Quello che vi ho detto, la vostra esistenza, quello che accade. È tutto collegato: la Legge causa – effetto. “Che belle parole!”