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Sull’Amore

Barbara Peonia – Multiversi

È la calma dimorante, la paziente percezione di quanti (innumerevoli esseri) si dirigeranno verso la fine delle esistenze; al di là dell’essere e del non essere, al di là del percepibile e del non percepibile, al di là della nascita e della morte, al di là del creato e del non creato, al di là di ogni io… in modo da non poter generare nella mente nessuna idea di qualsiasi oggetto. Così e oltre… al di là di ogni dualità.
Nella dualità si vive l’io, il tu, l’altro, gli altri, gli oggetti, i desideri. Così il gioco voluto dall’Assoluto nella Sua Infinita Unicità è Sé, è Tutto e AMA Donarlo, e di due esseri ne fa… uno… zero… nulla?… La parola amore ripetuta innumerevoli volte non ne aumenta il valore. Percepirla come sottile flusso dal profondo è difficile, perché il rumore del caos delle esistenze copre e non fa sentire il suo incredibile silenzio.
Amore donato? Chi dona? Cosa? Quale io è in gioco? Quello mentale, quello intellettuale e ogni altra specie di io teorizzabili non possono che essere separazione e costruzione, ciò non può essere amore.
Certo, per sentito dire, conosciamo Chi è realmente il Possessore dell’Amore, ma percepire l’Unicità di un flusso di Infinita Realtà che unisce gli esseri in un “non essere”…
È solo dall’Uno che proviene Amore. Noi “teoria breve dell’essere”, con un infinito dietro e uno davanti di “NON essere”, inventiamo la parola eterno senza renderci conto che un attimo è la vita, un attimo sono l’essere e il suo io, ma nella nostra follia incosciente la teoria della parola eterno ci sembra vera. “Come si fa ad amare dall’Uno con l’occhio di due?”
Il breve incontro in una vita, anche se interamente vissuta insieme, dove porta? Forse è il percorrere consapevoli la Via, che non ha fine, pur non dirigendosi da nessuna parte. Quale Luogo nell’Assoluto è migliore o peggiore? Quale direzione è o non è in Lui? Solo Lui è l’Unica Fonte d’Amore dove attingere e specchiarci; dove cessa la dualità di puro e impuro, il volto scompare e l’essere vede lo specchio dell’acqua senza nessuna immagine.
La creazione ci fa vivere la sua danza tra dolore e felicità, nascita, gioventù, vecchiaia e morte. Seguirne il ritmo – a volte zoppi, malati o colpiti dalla “mala sorte” – è difficile, se non impossibile. Allora, in modo maldestro, cerchiamo di procedere sino a una guarigione perché prima o poi sentiremo che l’Amore, con il Suo Immane Silenzio, è il vero “ritmo” della Creazione. Fondiamoci nel Suo Verbo, e ogni nostra carezza sia dove sorge il vento che soffia e arriva lontano. Essere con molti pensieri, un solo pensiero, nessun pensiero, cioè con una mente attiva e una mente vuota è ancora dualità. Nessuna mente, come prima dell’attimo della vita e come dopo la morte, porta a percepire la Natura Reale sottostante a ogni separazione. Ecco come le “gocce” tornano al mare e inseparate vibrano nell’Immenso.
Essere coscienti di ciò è vacuità. Infatti, la Coscienza non può nasconderSi alla vacuità, perché proviene da lei, e tutte e due hanno il Vuoto come Realtà. Vuoto che, percepito, porta a una “armonica interazione inconcepibile”.
La complessità della Creazione diviene Semplicità indicibile perché ha un Unico Valore; di certo non più la parola amore delle menti che la costruiscono perché non sanno vivere e non sentono l’Unico Valore.
Sarà un giorno possibile trovarsi, dopo tutte le vicissitudini e il rumore nel caos, per un incontro Perfetto che, con un sorriso “di cielo”, illumina e irriga l’Universo intero?
Il percorso verso e oltre la Realtà Amore è possibile, ma prima è necessaria la Coscienza Assoluta, libera da ogni dualità. Ogni direzione è la stessa direzione, nella vacuità non v’è più direzione, e ogni luogo è lo stesso luogo, quindi la Via è già in ogni Essere.