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Studio sulla Parola “Dimorante”

Dimorante: che dimora, latino morans, greco μένων [menon]. Agg. e part. pres. del verbo dimorare:
abitare, più o meno stabilmente, in un luogo; trattenersi; fermarsi in un luogo; restare; indugiare.

Dimorare deriva dal latino demoror, demorari (trattenersi, indugiare, attendere). È composto dalla particella de e da moror, morari (fermarsi in un luogo, abitare permanentemente in un paese).

Scomposizione del termine

Per quanto concerne il prefisso latino de può essere ricondotto alle radici sanscrite dī e dā. La radice dī indica il moto continuo (ī) della luce (d), infatti il verbo dī significa brillare e splendere. Dalla radice dī derivano anche:

  • dhī (percepire, riflettere, contenere, meditazione, conoscenza) indicante l’attività spirituale () della luce (d), da cui dhyāna (meditazione);
  • dhi (contenere, nutrire, saziare, ricettacolo) indicante il trasmettere (hi) energia (d) e il nutrire. Il verbo sanscrito dhi, dhinoti (nutrire, saziare) si trasforma in greco in φιλέω [philéō] (amare).

Dalla radice sanscrita dā derivano i verbi: dā, dāti (tagliare, dividere, attraversare); dā, dadāti (dare, offrire)(1); dā, dyati (tenere uniti). Cfr. il sanscrito dvi (due). Da quest’ultima radice deriva anche dam, dāmyati(2) (costruire una casa, dare un punto fermo/un confine, essere addomesticare, essere tranquillizzato), dama (dimora, autocontrollo) da cui il greco δόμος [domos] (dimora) e il latino domus (dimora).

Il verbo latino moror, morari (dimorare, ritardare) e il suo sostantivo mora (indugio, ritardo) derivavano dalla rad. proto-indoeuropea *mor- e dal sanscrito mṛ (raggiungere il limite, superare il confine dato, morire). La radice mṛ può essere scomposta in m(3) (il limite, la misura, sostanza definita da un limite, materia) e ṛ (muovere verso, muovere verso l’alto, raggiungere, moto in armonia con la regola). La radice mṛ descrive la “permanenza nel movimento” in armonia con la regola verso il limite massimo raggiungibile (quando ci si riferisce alla vita, il limite naturale delle cose è la morte). Da mṛ si originano vari termini sanscriti tra cui:

  • mara (morte);
  • smṛ [s+mṛ] (ricordare, assegnare a ciascuno la sua parte dalla nascita alla morte)(4);
  • smarata (ricordare, rintracciare nella memoria)(5).

Traduzione sanscrita

Il significato del termine latino morari (dimorare, ritardare) si ritrova in quattro parole sanscrite(6):

  • Vṛt: dimorare, andare, volgere, rivolgere, volgere all’indietro, meditare, trasformare, essere, esistere, avere dimora, vivere, sussistere.
    Come sostantivo neutro: evento, cosa che accade.
  • Pari: dimorare, condurre intorno, girare, voltare intorno, andare, girare intorno, passeggiare, andare qui e là, girovagare, stare.
    Come sostantivo: calcato, girato, dotto, pratico, esperto.
  • Sthā: dimorare, poggiare i piedi, essere vuoto/privo di movimento/vibrazione, persistere, rimanere, perdurare, stare.
  • Samālamba: dimorare, appoggiarsi a, fondarsi su, consistere in, afferrare, cogliere, intuire.

Il percorso etimologico del termine “dimorante” evidenzia sia il punto stabile (la dimora) sia il muoversi al fine di cogliere/intuire (dhyāna) l’origine degli eventi (le regole).

La Direzione Permanente è il Suo Pensiero, la forza è la Sua Manifestazione, l’Amore sono gli infiniti universi, il Suo Eterno Presente gli infiniti esseri.
Il Settimo Saggio”, sutra 222

NOTE:

(1) Da dā, dadāti (dare, offrire) deriva il greco δόμα [doma] (dono)

(2) Anche il termini dominante deriva dal verbo dam, dāmyati che indica sia il limitare con muri (costruire una casa), sia il dare un limite a qualcosa (segnare i confini) o a qualcuno (soggiogare), quindi dominare.

(3) Cfr. il sanscrito ma = tempo

(4) Cfr. il sanscrito smṛti (reminiscenza, testi sacri tramandati dagli uomini, tradizione)

(5) Da quest’ultimo termine derivano il greco μένω [meno] (attendere, durare, restare, rimanere, aspettare) e μνήμη [mneme] (memoria), da cui il latino memor (memoria).

(6) Vṛt: morari, ire , versari, esse, ex-isteri, locum habere , vivere, subsistere. Come sostantivo neutro: eventus, eventum, res quae accidit. Pari: morari, circumagi, circumversari, ambire, ambulare, huc illuc incedere, versari, esse, stare. Come sostantivo: calcatus, versatus , peritus – gnarus. Sthā: morari, pedibus insistere, motu vacare, perstare, manere, perdurare, stare. Samālamba: morari, inniti, prehendere. Fonte: Francisco Bopp, “Glossarium Sascritum”, 1947, Berolini.

FONTI:
Francisco Bopp. Glossarium Sascritum. 1947, Berolini.
Monier Monier-Williams. A Sanskrit-English Dictionary: Etymologically and Philologically Arranged with Special Reference to Cognate Indo-European languages.
Tiziana Pontillo (a cura di). Dizionario Sanscrito. Antonio Vallardi Editore. Milano, 2008
Rendich Franco. Dizionario etimologico delle lingue classiche indoeuropee. Palombi Editore. Roma, 2010
www.treccani.it