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Sul Percorso verso la Base (Parte 1)

Due delle varie Vacuità: una è l’assenza di realtà dell’essere, dell’io, cioè l’illusorietà di “un separato ente o entità” dall’interazione universale; l’altra è la vacuità del fenomeno, del mondo fenomenico, senza mai negare però il legame sottile che le lega. Questo “Luminoso diamante di Luce interna” ha la Sua miniera nella Base e viene portato a voi dall’intelletto.
La “percezione” che viene dall’intelletto vi porterà a sentire una Spinta interiore di compassione verso gli esseri, tutti! Ecco l’inizio di un accordo con “l’armonica interazione inconcepibile”, prodotta da molteplici “armoniche” che generano nell’essere la percezione-sensazione proveniente dal così detto Verbo Divino della Creazione (ne riparleremo). Ecco sparire i veli dell’illusorio che ottenebra la Luce dello squarcio.
Le due vacuità eliminano tutti gli attaccamenti al mondo fenomenico, con tutti i suoi Legami illusori. Il tipo di saggezza acquisita è vasta e universale. NON È PIÙ UNA PAROLA! La parola ha conquistato la sua tomba! È ora una parola INUTILE, perché l’essere è quella parola e, quindi, non è solo un fenomeno mentale a cui dare svariati valori. Ecco l’inizio della saggezza (NON l’amore, per ora) che porta all’inizio della compassione (che sia perfetta non si sa). Un bell’inizio non c’è che dire.
Come un soldato che difende la sua Patria dona la sua vita, il corpo per lo scopo prefissato – perdendo così ogni collegamento o legame con il mondo fenomenico – così un perfetto e convinto ricercatore si propone, nell’esistenza, nella vita, nel percorrerla come il piccolo compassionevole infinitesimo punto a disposizione della vastità degli esseri: senza cercare il Paradiso perché già una sola Armonica lo rende felice (NON la parola felice ma la realtà-felice).
Tale ricercatore non ha più paura di essere come un recipiente rotto o forato che non può contenere l’insegnamento donatogli dal mondo fenomenico. Non si pone come un recipiente rovesciato che non percepisce l’immane insegnamento della Creazione. Non vive più con la mente “avvelenata” che, quindi, avvelena il recipiente e ogni cosa, perché le deforma con le passioni, l’odio, la rabbia. Non ha paura del potere e dell’inganno di tale condizione senza speranza. È legato agli altri ricercatori come in una catena di acciaio gli anelli, ma come si legano gli anelli se non al centro “vuoto”? Chi è pieno non può legarsi, perché anello di carta (illusorio senza la vera forza) pieno di IO, pensieri e altro. Non ha paura, quindi, della povertà di essere ultimo e di sopravvivere di stenti. Non ha paura di ogni tipo di considerazione di natura negativa, che rovina la sua reputazione. E di certo non ha paura di morire, perché è solo un momento nell’eternità, dove morte e vita si sovrappongono all’infinito. Ecco una meravigliosa posizione per iniziare il percorso verso la Base. È già un’armonica che comporrà il “Canto d’Amore dell’Infinito Assoluto”. Certo che per realizzare le infinite armoniche l’essere ci metterà infinito tempo, ma una volta creati da un “Creatore Infinito”, cosa ci aspettiamo? Una qualche fine?
Detto ciò dobbiamo imparare a mantenere la Mira sul “bersaglio”. Per noi immersi nell’apparente caos-deterministico, è mirare a un punto dall’altra parte dell’Universo, scusate… dall’altra parte di noi, perdonatemi… dall’altra parte di dove ci troviamo… ci troviamo? E… dove ci troviamo? Ah… Parole inutili.