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Finalmente possiamo chiarire quegli interrogativi che non trovano risposta nelle parole UTILI sulla Realtà, ma la trovano nelle parole inutili sulla Base. L’Universo, con tutto il suo contenuto, è eterno perché porta il messaggio della precedente base alla prossima, quindi partecipa all’eterno legame.
L’Universo allo stesso tempo non è eterno, perché come forma non può esserlo (stringa che viene e che va); termina le forme che ha usato in vari orizzonti degli eventi.
SUPERATE LA DICOTOMIA! È dunque l’Universo eterno e non eterno, ma se lo vogliamo vedere come un “attimo” (anche meno) nell’Assoluto senza tempo sarà né eterno né non eterno.
L’universo è finito nei suoi confini più lontani (provenendo da un inizio in comune, un punto), ma essendo confinante con innumerevoli Universi, correlati a loro volta infinitamente, di certo è anche infinito-correlato. È finito e infinito per una semplice dicotomia da superare.
Un ricercatore percepiente la Base, la Talità, la Vacuità – e quindi quanto detto – esiste per tutte le interazioni con l’universo, in esso, con esso… pertanto non muore, esistendo nella Sublime Interazione. Di contro, così come è stato è di certo “morto” perché, come tutti gli eventi nel mondo fenomenico che muoiono dando vita al nuovo, il vecchio essere non esiste più. Il Nuovo Sì, esiste.
Detto ciò, altra bella dicotomia superata: il ricercatore realizzato esiste e non esiste, in un meraviglioso ESSERE “E” NON ESSERE. Questo ci porta a una formidabile, meravigliosa concezione. Se vivendo la BASE, la Talità, la Vacuità, un essere vi si confonde (immedesima) e si perde divenendo identificato (perdendo io, sé, forma, ecc.), si comprende che né esiste né non esiste dopo… Dopo cosa? La morte… Di chi? (ATTENZIONE, particolare stato).
Nell’identità necessaria alla libertà con le forme – e le forme provengono dalla Base, e la Base è volere dell’Assoluto – abbiamo che il Sé illusorio è identico al Corpo illusorio. Quando il sé è la libera coscienza nell’esperienza delle forme, separata per osservare si diversifica, perché supera la staticità di ciò che è, acquisisce dinamicità e si libera dell’identità con il mondo fenomenico del proprio corpo illusorio.
A tali domande (chi mai le avrà fatte?) nessuno, che si sappia, ha mai risposto (sempre con parole utili).
Trovate le parole inutili (perché da vivere), le risposte non potranno essere usate sino a che non diverranno vivibili da qualcuno. E chi è costui? Uno, nessuno, centomila. Forse così è la Verità della NATURA nella Creazione.