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Sulla Coscienza del Fenomenico

Il fiume corre al mare portando tutto ciò che lo arricchisce,
pura è l’acqua che scorre con quella ricchezza.
Lascia al mare ciò che ha appreso e
sposa il Sole che, con i suoi raggi, la porta pura al cielo.
Viaggia felice perché tornerà alla terra madre.
Cade, penetra, scivola bassa ovunque e vive.

Ecco un po’ di “attività” della Base che, come il fiume, si accorda con gli eventi che accadono agli esseri e li sperimenta immagazzinandoli perché è sorgente, fiume, mare, nuvola.
Nel fenomenico il quattro è il numero fondamentale, lo dimostra anche l’etimologia del termine “Squarciare” (vedi scritto “Sullo Squarcio”) che vuol dire dividere in quattro (le tenebre).

Dal sistema binario si evince il tetralemma(1) della libertà nel quattro: i quattro possibili modi di combinare zero e uno (00, 01, 11, 10).
Ponendo 1 uguale a Essere e 0 uguale a non essere(2), si ha:

non credere in nulla 00 non essere e NON Essere
credere nell’io e nel Sé e credere in Dio 01 essere ed Essere
non credere all’io e al Sé e credere in Dio 11 non essere ed Essere
credere all’io e al Sé e non credere in Dio 10 essere e NON Essere

Le combinazioni del codice binario sono le possibilità estreme, con tutte le varie sfumature, del credere o non credere degli esseri. Per un ricercatore l’Assoluto è oltre ogni teorizzazione. È e non È, quindi, ci siamo perfettamente.
In quanto a “essere e non essere” ci siamo anche noi.

I quattro stati della materia – gassoso, liquido, solido e plasma – si possono associare alle condizioni mentali delle varie libertà rappresentate dal codice binario, con i comportamenti conseguenti.
Nel mondo fenomenico, la prima combinazione (0-0) equivale al comportamento gassoso del nichilista, il quale non crede in nulla se non all’attimo che percepisce l’indefinito essere che è. E lì sta… vivo e morto contemporaneamente. È in vita senza nessuna legge causa-effetto, morirà scomparendo nel nulla.
La seconda combinazione (0-1) corrisponde al comportamento di tipo liquido: esiste La Sorgente e il soggetto è solo un niente, derivante dal Fenomeno Dio (qui già ci siamo, quasi…).
Riguardo la terza (1-1) si può affermare che entrambi (visto da qui) ed Entrambi (visto dall’Assoluto), nella contemporaneità di una Libertà concessa da Dio, siamo compartecipi alla Sua Gioia della Creazione: comportamento solido.
Il quarto comportamento (combinazione 1-0) deriva solo dall’io e dal Sé. Non si affronta assolutamente il tema dell’Assoluto (Dio e tutti i Nomi a Lui DATI), quindi non si può avere a che fare con coscienza o consapevolezza: zero. È il comportamento plasmatico, con le sue qualità e i suoi difetti.
Ecco un po’ di coscienza del fenomenico.
Non c’è da scegliere, capire, giudicare cosa sia meglio o peggio. Sono fasi da rispettare in ogni essere che, composto per oltre il 70% di acqua, può essere come lei: solido, liquido e gassoso… Tre stati? E il quarto? È “così” Infinito l’Assoluto: per quanto ne conosca una creatura, è sempre quasi zero la sua consapevolezza!
Visti questi quattro presupposti, possiamo passare alla necessaria equanimità nel comprendere che le varie fasi della ricerca implicano che tutti si esprimano in ogni comportamento. Prima si sperimenta, poi si entra in conflitto, poi si sceglie, dopo si conosce. Allora si passa ad altre parole veramente tanto, ma tanto, inutili: l’Equanimità nel fenomenico.

NOTE:

(1) Dal gr. τετρα-, elemento compositivo corrispondente al numerale τέτταρες (o τέσσαρες) “quattro”, e λῆμμα “premessa”; composto sul modello di dilemma. In logica, forma di argomentazione che corrisponde a una sorta di dilemma raddoppiato, in quanto vi sono enumerati quattro casi, tutti implicanti conseguenze sfavorevoli alla tesi avversaria, e oltre i quali non è dato escogitare alcuna possibilità diversa (www.treccani.it).

(2) “Essere” maiuscolo perché solo l’Assoluto è Essere, e “ non essere” minuscolo perché noi siamo più vicini all’infinitesimale che è il limite che tende a zero.